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:: sezione > le mappe di Itaca
2 novembre 2009 new! SENZA TITOLO Mostra collettiva dal 7 al 15 novembre
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:: sezione > la resistenza
14 ottobre 2009 new! 10 DOMANDE PER TE Step1 fa come Repubblica
Luisa Santangelo
Doveva essere ospite ai Benedettini del laboratorio di Francesco Merlo, ma l’incontro è stato rinviato a data da destinarsi. In attesa che si presenti una nuova occasione di dibattito Step1 fa come Repubblica. Dieci domande all’editore de “La Sicilia” Mario Ciancio.
http://www.step1.it/index.php?id=5760-dieci-domande-per-mario-ciancio
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:: sezione > tempi moderni
9 ottobre 2009 new! GLI STRATEGHI DEL PD Bocciato il 'dolo' Alfano, ma Silvio non si tocca
Andrea Fabozzi
Dopo che la Corte costituzionale ha sepolto il lodo Alfano, dopo la collerica reazione del (di nuovo) imputato Silvio Berlusconi, dopo gli attacchi al Quirinale, il nervosismo e gli insulti in televisione a Rosy Bindi, gli affondi di Bossi, la polemica con Fini, le crepe nella maggioranza, dopo tutto questo c’è qualcuno convinto che politicamente non è cambiato nulla nel paese, che non è il caso di drammatizzare, che il governo non si tocca. È il Pd.
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:: sezione > controvento
23 settembre 2009 new! LA LOTTA ANTIMAFIA PAGA Estinti i debiti de ''I Siciliani''
Claudio Fava
Ci avviciniamo al 3 ottobre, una giornata consacrata al diritto di dire e di scrivere, mettendo intanto da parte una prima piccola, felice notizia: il debito de I Siciliani, il giornale di Giuseppe Fava, è stato interamente coperto dalla sottoscrizione lanciata due mesi fa.
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:: sezione > controvento
7 settembre 2009 new! LIBERI DI...
Claudio Fava
Liberi di cosa, in questo paese? Di maledire i telegiornali di regime e di menzogne? Di masticare amaro per la quotidiana collezione di interviste deferenti e di cronache ubbidienti? Liberi di non comprare più i giornali che non piacciono, di tener spenta la televisione, di parlar d’altro? Non è libertà, questa: è rassegnazione, abitudine al peggio, affezione per le nostre miserie. Contro questa rassegnazione, contro il vizio di voltarsi dall’altra parte ci siamo dati appuntamento il 19 settembre a piazza San Giovanni.
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:: sezione > le idee
7 settembre 2009 new! LA SINISTRA E I PROFETI
Moni Ovadia
L’infimo livello a cui Berlusconi, i suoi cortigiani e i suoi stipendiati hanno trascinato l’agenda politica del nostro paese e il gravissimo attacco di stampo fascista alla libertà di informazione hanno sottratto attenzione ad un evento internazionale che a mio parere riveste grande portata anche per le nostre prospettive politiche: la straordinaria vittoria elettorale della Linke, il partito della sinistra tedesca.
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:: sezione >la resistenza
7 settembre 2009 new! CIAO TERESA
Fulvia Bandoli
Teresa Sarti, moglie di Gino Strada l'avevo incontrata due volte e sentita alcune volte al telefono. Erano sempre iniziative per la Pace e il Disarmo e per raccogliere soldi per Emergency. Teresa era una donna umanamente straordinaria (a proposito del "silenzio delle donne" di cui tanto si è discusso in questa estate, questa era un'altra delle tante donne che parlano, fanno e cambiano la realtà) ma ciò che si capiva subito, dopo averla ascoltata per cinque minuti, era che si trattava di una delle migliori raccoglitrici di fondi che io abbia mai conosciuto. Non era una dote che nascesse, come per alcuni, da un innata capacità a vendere bene il proprio prodotto o progetto. Nel suo caso, a far da garanzia erano la passione e la concretezza con la quale spiegava dove andavano a finire, come venivano spesi e utilizzati i fondi. E la leggerezza con la quale sapeva chiedere soldi derivava dal fatto che era convinta come non mai che la sua causa fosse buona, ottima, la migliore possibile. La ricordo in Toscana, durante una cena con compagni e amici, amante del vino buono e della buona cucina, raccontare delle figlie, delle prime difficoltà di Emergency. Dietro ogni grande uomo c'è sempre una donna scrivono stupidamente alcuni... nel suo caso invece dietro un grande progetto come Emergency c'era una grande donna. Sono addolorata di non poterla incontrare di nuovo. Ma, come ha detto una delle sue fierissime figlie, "adesso basta frignare", rimettiamoci al lavoro. Tale madre, tale figlia. Una bella eredità, una splendida pratica politica. Una luce, in questa penombra che circonda tutta la Sinistra italiana.
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:: sezione > controvento
2 settembre 2009 new! DA QUALI PULPITI Lezioni di morale
Claudio Fava
Su Dino Boffo, direttore dell’Avvenire, e sulla sua querelle con il Giornale di Berlusconi si sta facendo, da ogni parte, gran ricorso all’ipocrisia. L’ipocrisia di Feltri che di questa vicenda era al corrente da tempo (l’aveva rivelata, tra gli altri, Adinolfi sul suo sito internet) ma che si è guardato bene dal pubblicarla sui suoi giornali fino a quando Berlusconi ha deciso di lanciare la sua offensiva contro il Vaticano, colpevole d’aver criticato i vizi privati del premier e le sue leggi sulla sicurezza.
Ipocriti, non da meno, i molti commentatori di sinistra, quelli di Repubblica in testa, che su questa malinconica vicenda hanno scelto di vedere solo la verità politicamente più utile: un attacco volgare di Berlusconi al giornale dei vescovi e al suo direttore Boffo...
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:: sezione >controvento
28 luglio 2009 APPELLO PER 'I SICILIANI' Sottoscrivi sul c.c. della "Fondazione Fava" IBAN: IT22A0301926122000000557524
Dopo l'assassinio mafioso di Giuseppe Fava, il 5 gennaio 1984, i redattori de I Siciliani scelsero di non sbandarsi, di tenere aperto il giornale e di portare avanti per molti anni la cooperativa giornalistica fondata dal loro direttore, affrontando un tempo di sacrifici durissimi in nome della lotta alla mafia e della libera informazione.
Anni di rischi personali, di stipendi (mai) pagati, di concreta solitudine istituzionale (non una pagina di pubblicità per cinque anni!). Oggi, a un quarto di secolo dalla morte di Fava, alcuni di loro rischiano di perdere le loro case per il puntiglio di una sentenza di fallimento che si presenta - venticinque anni dopo - a reclamare il dovuto sui poveri debiti della cooperativa. Il precetto di pignoramento è stato già notificato, senza curarsi d'attendere nemmeno la sentenza d'appello. Per paradosso, il creditore principale, l'Ircac, è un ente regionale ormai in liquidazione.
E' chiaro che non si tratta di vicende personali: la redazione de I Siciliani in quegli anni rappresentò molto di più che se stessa, in un contesto estremamente difficile e rischioso. Da soli, quei giovani giornalisti diedero voce udibile e forte alla Sicilia onesta, alle decine di migliaia di siciliani che non si rassegnavano a convivere con la mafia. Il loro torto fu quello di non dar spazio al dolore per la morte del direttore, di non chiudere il giornale, di non accettare facili e comodi ripieghi professionali ma di andare avanti. Quel torto di coerenza, per il tribunale fallimentare vale oggi quasi centomila euro, tra interessi, more e spese. Centomila euro che la giustizia catanese, con imbarazzante ostinazione, pretende adesso di incassare per mano degli ufficiali giudiziari.
Ci saranno momenti e luoghi per approfondire questa vicenda, per scrutarne ragioni e meccanismi che a noi sfuggono. Adesso c'è da salvare le nostre case: già pignorate. Una di queste, per la cronaca, è quella in cui nacque Giuseppe Fava e che adesso, ereditata dai figli, è già finita sotto i sigilli. Un modo per affiancare al prezzo della morte anche quello della beffa. La Fondazione Giuseppe Fava ha aperto un conto corrente (che trovate in basso) e una sottoscrizione: vi chiediamo di darci il vostro contribuito e di far girare questa richiesta. Altrimenti sarà un'altra malinconica vittoria della mafia su chi i mafiosi e i loro amici ha continuato a combatterli per un quarto di secolo.
I bonifici vanno fatti sul conto corrente della "Fondazione Giuseppe Fava" IBAN: IT22A0301926122000000557524
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:: sezione > controvento
28 luglio 2009 appello per I Siciliani SE CI AVESSERO DETTO...
di Claudio fava
Quando ammazzarono Giuseppe Fava, i ragazzi dei Siciliani provarono a immaginare come sarebbe stata la loro vita da quella notte in poi. E misero nel conto molte cose: dolore, fatica, solitudine e un giornale da tenere in vita a morsi. Nessuno di noi pensò che un quarto di secolo dopo lo Stato avrebbe presentato il conto economico di quella morte: 100 mila euro da pagare in moneta sonante...
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